home AG Yacht Charter chi siamo contatti la crociera perfetta specialità
         
 
Note sulla navigazione con il maltempo
     
         
 


. vedi anche la pagina sulla sicurezza in mare

info@ArmstronGlobal.com

         
 
Onda nel Pacifico meridionale, con albatross 'errante' che con la sua apertura alare (circa 2,5 metri) offre una stima dell'altezza dell'onda, circa 6 metri, che però non frange (per fortuna) data l'assenza di correnti, terra e bassifondi
 
 

Affrontare il maltempo - Mediterraneo

In questa pagina:
- prevedere;
- cosa significa maltempo – dove trovarsi;
- la barca;
- l'alimentazione e il mal di mare;
Clicca qui per i paragrafi:
- l’equipaggio;
- le tecniche.

Prevedere il maltempo
Le moderne tecnologie e l’attendibilità delle previsioni meteorologiche, abbinate a una corretta analisi di quello che ci circonda, offrono oggi ben poche scuse a colui che si dichiara sorpreso dall’arrivo di condizioni meteo spiacevoli, ovvero con venti superiori a 34 nodi (forza 8). In ogni singolo angolo del Mediterraneo una semplice radio VHF può captare bollettini e avvisi di burrasca e temporale. Basta tenerla accesa sul canale 16 e ascoltare gli avvisi preceduti dalla parola ‘securité’. Per non parlare delle eccellenti previsioni disponibili su internet valevoli fino a 5 giorni, praticamente il tempo necessario ad affrontare ogni traversata nel nostro complesso mare. Tali potenti mezzi valgono comunque pochino se non ci abbiniamo il nostro buonsenso, unito alla pazienza e autodisciplina necessarie per osservare periodicamente ciò che ci circonda. Quindi ricapitoliamo tutti gli strumenti a nostra disposizione.
1. Internet. Offre una montagna di dati, praticamente uguali a quelli a disposizione del migliore meteorologo o tattico di regate d’alto mare. Qualora possibile, connettersi e stampare una previsione di breve e medio termine.
2. Radio: bollettini italiani per tutto il mediterraneo sul canale 68, bilingue. Non eccelsi ma continui. Se possibile cercate le previsioni francesi, o quelle della BBC. Tenete sempre acceso il canale 16, dal momento che ogni avviso di burrasca viene trasmesso con anticipi abbondanti.
3. Il barometro: è uno strumento fantastico e certamente tra i più preziosi su una barca. Misura la pressione atmosferica, che è mediamente di 1016 millibar (o hectopascal, come dicono i francesi). Quello che conta non è tanto il suo valore in un certo istante, quanto la rapidità del suo movimento. Per questo ogni barometro ha una lancetta scura che il capitano prudente sovrappone a quella mobile ad ogni lettura (meglio se si facesse a intervalli regolari segnando il valore sul libro di bordo, che a questo serve). Se la pressione scende, sono generalmente in arrivo venti più caldi e umidi dai quadranti meridionali, come lo Scirocco e il Libeccio. Ciò è dovuto al fatto che la terra gira, e anche in fretta, e quindi l’aria non si sposta semplicemente dall’alta alla bassa pressione, ma crea un movimento circolare antiorario, che sembra un vortice. I venti possono essere preceduti e accompagnati da un fronte caldo, che date le sue caratteristiche non è tra i preferibili dal marinaio, visto che è umido, appiccicoso, con piogge possibili e a volte violento. Di buono c’è che arriva abbastanza lentamente. Se invece sale sono in arrivo venti freddi e secchi da nord, come il maestrale, Di buono c’è che portano il bel tempo, di cattivo che sono spesso molto violenti e possono durare a lungo. Ma ciò che conta di più è la rapidità del movimento della lancetta, che riporta la vicinanza delle isobare sulle carte meteo: una variazione di 2/3 millibar in un’ora sono una informazione che non si può snobbare senza sperare di passarla liscia. Di solito è il movimento ascendente a essere più rapido, come accade nel fronte freddo che accompagna il Mistral. Una attenza osservazione del barometro può ancvhe aiutare a prevedere i temporali, così pericolosi e frequenti in ogni stagione, specie nelle prossimità delle nostre isole maggiori, e così forti e improvvisi come in Sicilia. Classico alle Eolie il temporalone di agosto, che, apparentemente improvviso, scarica raffiche di 50 nodi sui malcapitati velisti all’ancora.
4. Le onde: il vento gira intorno alla depressione, ma le onde vanno diritte, quindi spesso arrivano prima. Se notate che inizia a formarsi un’onda, magari dalla zona aperta dell’ancoraggio, è probabile che il vento le segua. Questo vale anche per i temporali. Se arrivano sempre più alte e frequenti, arriverà il vento quasi sicuramente dalla stessa parte.
5. Il cielo: lo studio delle nuvole è molto complesso e riempie libri interi. Un cielo che si appesantisce, si opacizza, con cirri alti che lo precedono e che inizia a formare aloni intorno alla luna o al sole, è foriero di fronte caldo, venti meridionali e umidi. Tra i fronti ci sono groppi e occlusioni, con raffiche, temporali, venti variabili e cieli opprimenti. Il fronte freddo è annunciato dai cumulonembi, quelle belle nuvolone che sembrano funghi atomici e sotto i quali le raffiche non scherzano. E’ l’aria fredda che fugge verso l’alto dopo essere precipitata in mare come fronte freddo. Mano a mano che il fronte avanza lascia spazio a quelle belle nuvolette bianche e puffose, sempre più rade, fino al bel temo.
6. La temperatura: come già chiaro, se sale rapidamente arriva un fronte caldo, se scende di colpo si è in un fronte freddo. Ogni variazione brusca è sospetta.
7. L’umidità: idem come sopra, ogni variazione repentina è sospetta, e di solito un aumento si accompagna al fronte caldo mentre l’aria secca a quello freddo.
8. Le proprie sensazioni: non sottovalutate le vostre sensazioni e la vostra sensibilità. In fondo in fondo siamo degli animali, e loro il tempo lo sentono arrivare. Sempre.

Cos’è il maltempo – dove trovarsi
Tutto è relativo. Così anche la gravità del maltempo, che è relativa alla nostra posizione in mare. Posto che un buon porto è la posizione migliore, vediamo quali altri fattori vale la pena considerare;
- acqua sottovento: più ce n’è meglio è. Una delle migliori tattiche per affrontare le onde è correre nella loro direzione. Ovviamente tale opzione dipende dal fatto se si vada o meno nella direzione giusta e da quanto spazio c'è per farlo. La quantità di mare sottovento è anche un supporto non indifferente alla tranquillità;
- acqua sopravvento: più si è vicini a terra, meglio è, dal momento che se anche la terra non ferma il vento (anzi a volte lo accelera), comunque ferma il mare. In caso di incertezza allungate le rotte in modo da passare vicino alla terra (sopravvento). Un classico è la rotta tra la Costa Azzurra e il Sud Italia: si resta più vicino possibile alla Corsica e alla Sardegna, poi si attraversa.
- distanza dai porti sottovento: ci sono porti dove è molto difficile entrare con mare brutto, altri dove è difficile entrare di notte, e altri dove per entrare è necessario conoscere bene le caratteristiche. Se il porto è sottovento e il tempo è molto brutto, sarà difficile rimediare a un errore di atterraggio. Un errore sarà a questo punto troppo definitivo. Quindi se decidete di seguire le onde e correre verso il porto, assicuratevi che sia facile entrarvi con ogni tempo, che i fondali intorno siano adeguati, che qualcuno per radio vi stia ascoltando (stabilite contatto radio con la capitaneria per istruzioni e assistenza), che conosciate esattamente il punto di entrata. Tenete presente che avrete solamente un tentativo, quindi sarà il caso che non sbagliate.
- distanza dai porti sopravento: cercate di avvicinarvi senza usare troppo il motore, facendo dei bordi lunghi per non affaticare troppo barca e motore. Assicuratevi che la barca possa manovrare all'interno del porto, dal momento che a volte il vento rende le manovre difficili, se non impossibili. Stabilite contatto radio con la capitaneria per istruzioni e assistenza. Usate tutti i parabordi che avete e abbiate le cime d'ormeggio pronte e l'equipaggio ben istruito.
- presenza di correnti e bassifondi: le correnti, specie se contrarie al moto ondoso, hanno un affetto terribile sulle onde, che si accorciano e frangono. Evitate quindi tali luoghi (canali, stretti e simili). Bassifondi: sappiate che l'onda inizia a sentire il fondo quando la profondità dell'acqua è minore della metà della lunghezza dell'onda. Se quindi un'onda è lunga 50 metri, sarà sensibile a un fondo di 100.

Bene, abbiamo visto passare dei bei groppi con pioggia e umido, aria calda e venti meridionali forti, il bollettino da avviso di burrasca da ovest nord ovest, il barometro è sceso parecchio e ora è stabile, l’onda da suovest è lunga e inizia a vedersi un’onda incrociata da nordovest, sta arrivando il Mistral. Non è il momento giusto per uscire dal porto o attraversare le Bocche di Bonifacio. Maltempo vuol dire vento sopra i 30 nodi, con le onde che crescono sempre di più e quelle belle creste che iniziano a rompersi e a formare strisce bianche tra le onde. Qualsiasi vento sopra i 35 nodi è brutto, e molto, ma sono le onde che fanno paura e sono pericolose. Se proprio dovete trovarvi in mare, cercate di essere sottovento a un’isola molto grande e non troppo alta (si creano raffiche più forti), ma tenete presente che anche solo due miglia al largo, con vento da terra, possono essere molto, molto lunghe da recuperare. A volte si deve rinunciare. Se vi trovate vicini alla costa, cercate di raggiungerla con bordi lunghi con pochissima randa, un minimo di fiocco, e un poco di motore; è sempre meglio che rischiare di fondere il poveretto sbattendo diritti sulle onde. Comunque se il vento soffia sopra i 50 nodi da terra e siete più di un miglio lontani dalla costa, la vedo dura. In ogni caso è sempre tener ben presente che il pericolo viene dale onde, e non troppo dal vento, sempre che siate stati giudiziosi e abbiate ridotto la vela in modo che il vento non se la porti via. Sappiate che una bella raffica di vento a 50 nodi può far esplodere ogni vela che capiti sul suo cammino, anche quelle rollate ma non proprio benissimo (succede nelle migliori famiglie)! Se ci troviamo all’ancora e il vento arriva dal lato scoperto, bisogna immediatamente lasciare l’ancoraggio, visto che più tardi l’unica via d’uscita potrebbe essere la spiaggiata. Aspettare che le cose migliorino è sempre un grosso errore, e la pigrizia può costare la vita di sé e dell’equipaggio. La cosa più importante è mettere la terra, anche solo pochi metri di sabbia, o addirittura un bassofondo, tra la prorpia barca e le onde, e aggrapparvicisi con tutti i ferri che si hanno.

La preparazione della barca
Ci sono, ovviamente, barche più o meno robuste e adatte ad affrontare il maltempo, ma descriverle esula dalla competenza di queste note, dedicate per lo più a chi noleggia. Basti solo tenere presente che le grosse finestre, che vanno tanto di moda, non possono reggere l'urto di una grossa onda. Vediamo qui come preparare qualsiasi barca per affrontare condizioni dure.
1. E' essenziale che non entri acqua, quindi chiudere boccaporti e oblò, tambucci e prese d'aria (magari con del nastro telato), tutti i gavoni, anche quelli che non hanno accesso all'interno, e qualsiasi cosa che possa trattenere acqua. Nel dubbio, nastrate. Assicuratevi che lo sportello della catena sia ben chiuso. Infilate stracci o sacchetti o un bel tappo nel foro della catena dell'ancora. Prese a mare: chiudere quelle non necessarie, ad esempio decidendo di usare solo un bagno, quello più vicino al tambuccio; chiudete le prese al mare dei lavandini, lasciando aperto solo quello della cucina, che di solito sta in mezzo. In pratica tenete aperti: lavandino cucina, motore e WC centrale sopravvento.
2. Assicuratevi che l'acqua del pozzetto esca liberamente dai fori predisposti.
3. Fermate e legate il meglio possibile tutto ciò che potrebbe spostarsi sia all'interno che fuori, ivi incluse le cime e le scotte, che vanno legate. Chiudere cassetti, mobili, tutto quanto può volare. Se necessario e in dubbio, nastrate.
4. Preparate le 'lifelines' da poppa a prua e senza ostacoli;
5. Distribuite gli arnesi e le cime per legarsi alle lifelines;
6. Riducete la velatura al minimo, possibilmente senza restare a palo secco. E' sempre utile avere manovrabilità (quindi velocità relativa sull'acqua. Tormentina (meglio se sulla trinchetta) e randa Svedese sono una accoppiata fantastica. Ricordate che la randa svedese spesso ha la sua speciale canalina. Chiudete la randa avvolgibile, è troppo pericolosa. Se avete il fiocco avvolgibile, riducetelo al minimo e poi per sicurezza bloccate il tamburo in modo che non si possa svolgere accidentalmente.
7. Cima dell'avvolgifiocco: fatela passare direttamente su un winch o una bitta, visto che i bozzelli che di solito si usano sono patetici e possono saltare.
8. E' essenziale assicurarsi, in caso di vele avvolgibili, che non si possano svolgere accidentalmente.
9. Accendete frequentemente il motore, per assicurarvi che non entri acqua dallo scarico e che le batterie restino sempre accese. Accendete il motore in abbondante anticipo prima di arrivare in porto, perchè li vi servità.
10. Accendete la radio sul canale 16 e prendete contatto con le barche intorno a voi o la guardia costiera per verificare le condizioni di porti e altre barche nelle vicinanze; l'uso della radio on condizioni di emergenza è descritto nelle nostre pagine sulla sicurezza;
11. Fissate bene l'ancora. Se le avete, predisponete le sartie volanti e lo strallino della tormentina. Verificate di avere il riflettore radar e accendete la luce tricolore in caso di mancanza di visibilità;
12. Se avete il radar, verificate la presenza di navi nei dintorni con una certa frequenza, perchè la visibilità viene spesso a mancare all'improvviso;
13. Predisponete sul GPS i waypoint relativi ad almeno 3 o 4 alternative (porti, approdi, luoghi riparati e sottoventi) in modo che vi sia semplice dirigervicisi;
14. Memorizzate il più possibile, sulle carte, le caratteristiche delle vostre possibili mete;
15. Verificate di sapere dove si trova la barra di emergenza del timone;
16. Portate a bordo il tenderino e legatelo bene, a testa in giù. Se avete una tanica d'acqua (dovreste) di quelle da 20 litri, riempitela d'acqua dolce e legatela al tenderino;
17. Fissate bene il fuoribordo e in più legatelo con una cimetta;
18. Ammainate bandiere troppo grosse, quando sbattono danno sui nervi;

Mal di mare e alimentazione
La sensibilità al mal di mare è un fattore personale. In linea di massima il 10% della popolazione lo soffre in modo cronico (quindi niente barca), un altro 10% ne è immune (ho visto gente capace di dormire sbattendo continuamente tra la cuccetta e il soffitto della cabina di prua), un altro 10%-15% tende invece a soffrire di Sopite syndrome, un disturbo poco conosciuto, pare anch'esso originato nell'orecchio interno, che causa sonnolenza, cambi di umore e stanchezza. Per chi soffre di quest'ultimo disturbo non ci sono indicazioni certe e si dubita ci sia un collegamento con la dieta.
Per il restante 60% degli umani, il mal di male è una realtà che si combatte con diversi accorgimenti, che come tutti sanno iniziano dallo stomaco. Tenete presente che comunque bisogna mangiare e soprattutto bere.
1. Evitate bevande gasate, alcooliche, troppo dolci, troppo zuccherate;
2. Evitate cibi troppo dolci o difficilmente digeribili, come il lattte, e tutto quello che tende a lievitare o affaticare lo stomaco;
3. Vanno bene: focaccia, acciughe, salato, gallette, mele, limone, pasta e tutto quello che tende ad assorbire gli acidi gastrici.
4. Dieta da tempesta del sottoscritto: mele, acqua e limone, focaccia, barrette energetiche.
5. Controllate i vostri movimenti ed evitate movimenti bruschi, non leggete all'interno, state sdraiati, non lavate i piatti, evitate di comprendere cose che si muovono nel vostro campo visivo;
6. State all'esterno, ma ben legati.
7. Non fumate nè usate sostanze tossiche;
8. Non scaldatevi bevendo superalcolici, tanto sono vasocostrittori e il freddo lo aumentano
9. E non preoccupatevi, prima o poi tutto passa.

Continua in questa pagina.

 
 
   
 
 
Prima tavola da surf a doppiare
Capo Horn: meglio che nessuno esca dal pozzetto. Il bianco che si vede a prua è schiuma.
   
 
 
Navigare nei 50 urlanti: la cintura di sicurezza è obbligatoria, la direzione di marcia (insieme all'onda) è altamente consigliata
   
 
 
Burrasca molto forte tra le Isole Falklands, sottovento alla terra. Notare le striature bianche tipiche della burrasca.
   
 
 
Capo Horn
   
 
 
Mistral in Sardegna - Costa Orientale. Vento forte, > 40 Kn., ma mare quasi piatto. Meglio non pensare a quello che ci aspetterebbe sulla costa occidentale
   
 
 
Burrasca nel Pacifico meridionale - notare la scotta del fiocco tangonato
   
   
       
 
Armstrong Global Home Telefono +39 02 320.625.424 info@ArmstronGlobal.com