La Barcolana a Trieste
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Purtroppo la scarsità di vento ha reso impossibile all'elicottero di Franco Pace la solita missione per le foto della Barcolana, dove quest'anno avevamo schierati ben 9 equipaggi...

Le barche Armstrong Global all'ultima Barcolana aTrieste. Foto di Franco Pace. Contattaci per avere le foto!

Visita anche la nostra pagina sul sito Armstrong Global

Nome Modello Skipper Assoluto Classe
Briva Bavaria 39 Tomaso Naldi 489 92
Diana Elan 340 Luca Lamberti 494 71
Punta Elan 434 Giuseppe Latorre 576 81
Vespera Elan 434 Rosario Carollo 762 107
Aurora Elan 384 Marco Papini 878 143
Zuhra Bavaria 37 Alessandro Bonaventura 943 151
Roxana Oceanis 411 Cristiano Morisi 1053 134
Helios Elan 344 Fabio Berno 1112 140

Complimenti ai nostri eroi!!!

Piccola storia della Barcolana: 1969 - 2014

La prima edizione, nel 1969, vede al via 51 barche, già tantissime per il numero di scafi a vela presenti nel Golfo di Trieste. La vittoria della prima Coppa d’Autunno va al comandante Piero Napp, della Società Triestina della Vela: il suo Betelgeuse ancora non sa di essere diventato un vero e proprio simbolo, una pietra miliare nella storia della Barcolana. Per dieci anni, e fino al 1979, la regata è un affare tra circoli del Golfo: la vittoria viene spesso contesa tra la Società Triestina della Vela, lo Yacht Club Adriaco e l’organizzatrice Società Velica di Barcola e Grignano. Nel 1980 la prima vittoria non italiana: arriva da Monaco di Baviera il Rupe, pronto a entrare nella storia della regata. La dimensione internazionale porta l’evento a una prima, grande crescita: arrivano gli sponsor, e arriva il Moro di Venezia.

La passione indotta dalla Coppa America trasforma la presenza del Moro in un evento nell’evento: lo scafo vince con Tiziano Nava nel 1987 e nel 1989; l’edizione di mezzo, quella del 1988 , invece, è vinta da Uragan, che porta a Trieste, con al timone Checco Battiston, la tecnologia degli scafi ultraleggeri.

Battiston (che aveva già vinto nel 1982, con Condor) si inventa a seguire Fanatic - ancora oggi tra i protagonisti della Barcolana, dopo severi aggiornamenti tecnologici – e vince ancora, nel 1990, 1993, 1994. In quegli anni gli organizzatori pongono modifiche al percorso (la prima boa sconfina in acque slovene) e al regolamento (non sono più ammessi, per questioni di sicurezza, i trapezi), in quegli anni si prepara la grande rivincita slovena. Capodistria tiene a battesimo Gaia Legend, il primo di una lunga serie di scariche vede protagonista Mitja Kosmina: lo scafo vince tre edizioni di seguito, e Mitja Kosmina si porta definitivamente a casa il Trofeo della Barcolana. Ma le innovazioni tecniche di Gaia Legend non sono più un mistero: nel 1998, a Rimini, viene varata l’evoluzione dello scafo sloveno, realizzata dallo stesso progettista, Andrea Vallicelli.

Arriva così in Barcolana Riviera di Rimini, armata dall’imprenditore romagnolo Giorgio Benvenuti, che si porta al timone il napoletano Paolo Cian. Vince subito, Riviera, nel 1998, mentre l’anno successivo, pur tagliando per prima il traguardo, viene squalificata, e la vittoria passa a tavolino a Shining@driacom, del padovano Mimmo Cilenti, che torna a vincere l’anno successivo, tagliando per primo il traguardo dell’edizione 2000, caratterizzata da vento di bora che raggiunge i 60 nodi.

Nello stesso anno arriva al via, ma non parte, per rottura del timone, uno scafo affidato ad un gruppo di lignanesi più un triestino, Lorenzo Bressani: si chiama Cometa, ed è armata dalla multinazionale farmaceutica Pfizer. E’ costruita per vincere la Barcolana, ma si arrende a un danno strutturale al timone. Obbligata a tornare in porto, Cometa vincerà, con Flavio Favini al timone, l’edizione 2001, una delle più belle per quanto riguarda le condizioni climatiche.

Il bel sole e il vento dell’edizione 2001 favoriscono la partecipazione l’anno successivo, nel 2002, quando si iscrivono 1969 imbarcazioni. A vincere è Idea, uno scafo di 80 piedi charterizzato da Mimmo Cilenti, che ha al timone Lorenzo Bressani; il secondo posto va a Mitja Kosmina: è tornato, il timoniere sloveno, con una nuova barca. Si chiama Maxi Jena, e questa volta è tutta slovena; l’edizione 2002 si ricorda anche per il record di arrivi: sono 1456 gli scafi che concludono la regata, gli ultimi dei quali arrivano alle 17, quando il sole di ottobre inizia a diventare rosso e si avvia verso l’orizzonte di Trieste.

Le edizioni del 2003 e del 2004 della regata consolidano l’affermazione dell’evento: a vincere la regata, per due volte consecutive, infatti, arriva un miliardario neozelandese, Neville Crichton. Il suo scafo, Alfa Romeo, sfiora i trenta metri di lunghezza, e nel 2003 vince praticamente tutto in Mediterraneo, dopo aver vinto, in Australia, la Sydney – Hobart. Nel “grande slam” della vela europea che Alfa Romeo fa suo con grande orgoglio, c’è anche la Barcolana, regata che l’armatore inserisce in calendario all’ultimo minuto, ma dalla quale otterrà grandi soddisfazioni.

Crichton timona personalmente la propria barca, e nel 2003 vuole a fianco, nella veste di tattico, un grande protagonista della Coppa America, Brad Buttherworth, all’epoca uno dei protagonisti della vittoria di Alinghi.

A bordo salirà anche il triestino Lorenzo Bressani, arruolato come esperto locale nel 2003 e come tattico nel 2004. Due vittorie nette, che vedono ancora una volta al secondo posto Mitja Kosmina e la sua Maxi Jena. Nel 2005, un altro scafo proveniente dall'emisfero Sud raccoglie l'eredità di Alfa Romeo: si tratta del maxi Yacht Skandia, che arriva in Barcolana charterizzato da Furio Benussi, Lorenzo Bressani e Stefano Spangaro, un gruppo di atleti triestini della Barcola e Grignano che con la sponsorizzazione della Provincia di Trieste portano lo scafo alla vittoria e al record di percorrenza del percorso di regata. L'anno successivo, il 2006, vede però Alfa Romeo nuovamente in corsa: Crichton con il suo nuovo scafo ottiene una nuova vittoria, e sono tre, eguagliando così nella storia della regata Mitja Kosmina, vincitore di tre edizioni nel decennio precedente.

Il 2007 è storia recente: la Società velica di Barcola e Grignano potenzia l'organizzazione della manifestazione a terra, e il pubblico arriva, secondo le forze dell'ordine, a 300mila unità, la regata resta quel mix di festa popolare e grande appuntamento velico, al quale fanno capolino anche i velisti della Coppa America. Russell Coutts, partito Ocs con il suo RC44, dichiarerà di non aver mai visto una regata così appassionata, ma il più entusiasta è Vincenzo Onorato, che porta il suo Rc44 Mascalzone Latino tra duemila barche a vela. La vittoria è ancora di Alfa Romeo, con Neville Crichton. Ma la festa è davvero, un'occasione per rendere tutti protagonisti.

 
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